Dragonboat sul Sile a Treviso
Il Dragonboat è un’imbarcazione lunga circa 13 metri di origine cinese che, da oltre 2000 anni, è usata per celebrazioni e manifestazioni legate alla tradizione ed al folclore.
Dal 1976 il Dragonboat è stato promosso come una disciplina sportiva da praticare in tutto il mondo: l’imbarcazione usata è il simbolo della socializzazione e della squadra perché “si è tutti sulla stessa barca”.
Per questo motivo, oltre alle competizioni agonistiche, è utilizzata come scafo di istruzione e da passeggio. Per la sua particolare duttilità le permette di fungere come mezzo propedeutico per l’attività di voga, per i più giovani, e come disciplina di aggregazione, per i più grandi.
I “valori” del dragonboat
La spinta bio-meccanica di ogni singolo elemento dell’equipaggio si fonde in un’armonica azione orchestrale: 10 o 20 venti membri di equipaggio, più il timoniere ed il tamburino, si “muovono” come i pistoni di un motore.
Proietta “il gruppo” in una situazione inusuale e lo costringe a collaborare. Il primo elemento che non rema “a tempo” provoca danno a tutta la squadra; sviluppa quindi l’empatia tra i membri del gruppo perché lo scopo è il raggiungimento di un obiettivo comune.
La pratica del dragonboat spinge ad avere fiducia nel prossimo ed abbatte il bullismo. Non c’è tempo per mettere in discussione l’operato altrui, ognuno cerca di fare il proprio lavoro al meglio delle sue possibilità fisiche.
Non concede quindi spazio agli individualismi: in barca non si esiste più come singoli ma come squadra.
Stimola una forma di agonismo sano: ti spinge a dare il massimo per vincere insieme ai compagni.


